Ex Stabilimento Aeronautico Caproni







"Giovan Battista Caproni contribuì notevolmente alla sperimentazione e all'evoluzione dell'ingegneria dell'aeronautica italiana.
All'inizio degli anni '30 i suoi aerei erano le basi per la costruzione delle nuove squadriglie nazionali di bombardamento e Benito Mussolini volle collocare a Predappio la nuova fabbrica aeronautica diretta da Caproni, che iniziò la sua attività nel 1935 e devenne il simbolo della potenza e dell'infallibilità del regime fascista con la produzione degli aerei trimotori Savoia Marchetti S. M. Pipistrello.
Sviluppato principalmente su due piani lo stabilimento ospitava comunque tutte lavorazioni necessarie alla produzione degli aerei dell'epoca.
Nel 1940 lo stabilimento venne ampliato per far fronte all'attività della costruzione degli aerei da guerra, in seguito all'ingresso dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
Con l'occupazione nazista buona parte dei macchinari fu trasferita al nord e la produzione interrotta. [...]
Nel dopoguerra lo stabilimento fu adibito ad altre attività.
Vi è un sistema di tunnel sotterranei che allora fungeva da deposito di difesa. [...]
Oggi, per il complesso, si valutano progetti di allestimento di un museo aeronautico".

(Testo tratto da: http://www.turismoforlivese.it/)

Foto tratte dal libro di Alan Gardini:
Esplorazioni urbane. Viaggio nell' Italia dei luoghi abbandonati.

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Ex Dinamitificio Sipe Nobel







"Nell'area dello stabilimento ex Sipe di Spilamberto sorgeva, già all'inizio del '500 un polverificio fatto costruire
dal Duca Alfonso I d'Este per dotare il suo esercito di una moderna artiglieria [...].
Lo stabilimento conobbe un periodo di grande attività durante l'occupazione napoleonica. Fu costruita all'epoca la cosidetta "Napoleona", un asciugatoio lungo 16 metri, largo 8 e alto 8 che,
in base al progetto di recupero, dovrebbe essere adibito a sala espositiva.
Nel 1861, in seguito a un grave incidente, il governo nazionale decise di chiudere l'impianto e di venderlo ai privati. [...].
Nel 1901 la fabbrica venne acquistata dalla Nobel, un imponente gruppo chimico con sede a Milano.
Lo stabilimento venne ampliato e si ebbe un grosso incremento della produzione nel corso della Prima Guerra Mondiale [...]. Durante la Seconda Guerra Mondiale si aggiunse uno spolettificio e un reparto per il caricamento delle grandi mine richieste dalla Marina.
Lo stabilimento fu gravemente danneggiato durante i bombardamenti del'43. Alla fine della guerra gli impianti vennero riorganizzati. Negli anni '70 cessò la produzione di dinamite [...].
Nel 1990 le produzioni militari vennero interrotte definitivamente e nel 1992 lo stabilimento fu ceduto a una ditta francese, la SIPE di Bergerac, che dismise tutte le attività di tipo chimico.
Pochi anni dopo la fabbrica chiuse definitivamente i battenti [...]".

(Testo tratto da: http://www.sipespa.eu/)

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Ex Zuccherificio Eridania di Codigoro







"Nasce a Genova nel 1899 come Società Anonima Eridania, fabbrica di zucchero con lo scopo di commerciare zucchero e prodotti affini.
Alle azioni partecipa anche la "Società Anonima Codigoro" proprietaria di grandi estensioni terriere in Romagna. Il primo zuccherificio Eridania nasce a Codigoro, dove l'omonima azienda associata si è impegnata a coltivare barbabietole nel proprio latifondo.
La crescita è piuttosto veloce e, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, le unità produttive dell'Eridania sono già nove.
Dopo le gravi difficoltà dovute al conflitto che aveva rallentato fortemente la produzione a causa della caduta della domanda sul mercato, e soprattutto, per carenza di mano d'opera, l'Eridania riprende l'espansione nei primi anni '20 con la costruzione di nuovi impianti, ammodernamento degli esistenti e l'acquisizione di alcune aziende saccarifere minori.
Nel 2005 l'Unione Europea decide una drastica revisione della regolamentazione delle quote di produzione dello zucchero, causando la chiusura degli impianti produttivi.
Eridania chiude 6 stabilimenti su 7".

(Fonte: http://www.wikipedia.org/)

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Consonno. Il paese dei balocchi.








Sul Monte Brianza sorgeva l'antico borgo di Consonno. Alla fine degli anni '60 venne abbattuto per costruirvi una città dei divertimenti, un'improbabile "Las Vegas" italiana.
Del borgo di Consonno restano solo i ricordi e qualche fotografia sbiadita.
                        
"A Consonno è sempre festa"
"A Consonno il cielo è più azzurro"
"Consonno è il paese più piccolo ma più bello del mondo"

Queste frasi di benvenuto, incise su archi di ferro ormai arrugginiti, si trovano lungo la strada che conduce a Consonno.
Il paese dei balocchi rende suggestivo e surreale il paesaggio, dal minareto alle pagode orientali, alle fontane di ogni forma e dagli immancabili graffiti.
Passeggiando per il paese, accompagnato solo dal silenzio, è difficile immaginare che la gente veniva in questo luogo a divertirsi.
Quale sarà il suo futuro?
Resterà così per sempre o tornerà a diventare il paese dei balocchi?

"Urban Expolorer" Servizio di
 Valerio Bassan
 Lorenzo Bagnoli
 Paolo Massa
 Enrico Turcato
 http://vimeo.com/10976742

"A Consonno è sempre festa" di Davide Rizzo http://vimeo.com/24571927

You Tube http://www.youtube.com/user/MsGardini?feature=mhsn

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Colonia di Rovegno



















Alla Colonia di Rovegno si percepiscono ancora i tragici momenti avvenuti in quei luoghi.
Era stata costruita per ospitare bambini, poi durante la Seconda Guerra Mondiale diventò uno scenario di morte.
Vennero giustiziati un numero imprecisato di prigionieri, molti dei quali giacciono ancora in quei boschi.
Una lapide di bronzo, appesa alla parete dell'ingresso principale, è l'unico ricordo e la memoria di quelle persone.


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